
il mio regno,
la mia dimensione,
ho rispolverato la mia caverna,
dimora di sogni e tanti incubi,
ho tolto via le ragnatele,
i toni della luce scalfiscono le mura,
i raggi mi consumano.
è dimora spoglia, vuota,
nè un respiro,
nè una brezza,
la mia pelle arsa dal sole
non riesce a sfiorare
superficie alcuna...
i miei occhi accecati
confondono le forme
e alterano i colori.
libero la mente dall'assurdo farneticare
e riposo nella luce...
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